Che siano state tutte “sviste”? O che ci sia realmente una mapafmal di fondo? L’ardua sentenza ai posteri, rimane però il fatto che la Lazio è stata fortemente danneggiata.

 Troppi gli episodi contro i capitolini e pochi quelli che sono stati corretti con l’ausilio del Var. L’ex arbitro De Santis ha dato ragione sugli episodi recriminati dall’ambiente biancoceleste, ne ha parlato ai microfoni di Radio Incontro Olympia ricordando anche il passato e non risparmiando parole poco lusinghiere verso la classe arbitrale:

«Posso serenamente ammettere molti anni dopo che se ci fosse stato il Var nel 2000 la Lazio si sarebbe laureata Campione d’Italia con una settimana di anticipo. In Juventus-Parma, dopo aver sbagliato ad annullare il gol di Cannavaro, avrei utilizzato questo strumento per correggermi e convalidare la rete stessa. Oggi i direttori di gara sono molto più fortunati rispetto a noi di allora, avendo questo mezzo da applicare per ravvedersi per ogni decisione presa. Il problema è che la classe arbitrale di oggi è molto limitata, imparagonabile rispetto al passato, basti vedere Giacomelli in Lazio-Torino nei due episodi del mancato rigore concesso alla Lazio e della conseguente espulsione di Immobile, oppure il gol di Cutrone palesemente di mano in Milan-Lazio. Mi vien da dire che il peggioramento generale dal 2006 in poi del calcio italiano è direttamente proporzionale a quello dei nostri fischietti».

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